In Inghilterra c’è un ministero per i Bambini, le Scuole e le Famiglie. Tra le iniziative sostenute con più calore dal suo titolare Ed Balls nel 2008 c’è stato l’incoraggiamento alla diffusione nelle classi elementari-medie, dagli 8 agli 11 anni, di un gioco interattivo online dedicato ad insegnare ai giovanissimi come evitare di finire coperti di debiti da grandi. Il videogame, che sia chiama AweSum Challenge, stimola i partecipanti a superare gli ostacoli matematici, basati sui soldi, che sono disseminati lungo una corsa simulata su uno snowboard, e premia i vincitori che finiscono con più denaro virtuale con il titolo di AweSum Challenge Millionaire.

Al lancio del programma in una scuola elementare di Great Barr (Birmingham) è intervenuto lo stesso ministro, che ha fatto una serie di dichiarazioni molto interessanti, sulla linea della lotta internazionale contro l’ignoranza finanziaria che ha bisogno di un coinvolgimento più diretto dei parlamenti, delle scuole e delle famiglie. Nel nostro libro Figli & Soldi abbiamo caldeggiato proprio questo, la unione degli sforzi di chi può far fare un salto di qualità alla cultura finanziaria delle famiglie, soprattutto di quelle più modeste: 1) i genitori con l’uso disciplinato della paghetta; 2) le banche con l’impegno istituzionale verso le scuole (PattiChiari dell’Abi è già su questa strada); 3) le scuole aprendo ai corsi di economia pratica domestica (ci sono già vari esempi, vanno estesi geograficamente e per durata); 4) il governo favorendo le iniziative avviate, ma soprattutto studiando l’introduzione nel curriculum della “educazione economica di base”.

Valentina Aprea, neo presidente della Commissione Cultura della Camera, è sensibile sull’argomento, come ha detto nel corso della tavola rotonda di Roma di maggio alla presentazione di Figli & Soldi. Ci auguriamo che anche i ministeri dell’Istruzione, della Famiglia e società, e dell’Economia, nonchè i deputati e senatori che condividono l’urgenza della estensione dei programmi scolastici alle materie economiche, finanziarie e d’impresa, siano in sintonia con il pensiero del ministro Balls.

Ecco che cosa ha pensa Balls a proposito dell’inserire nel curriculum scolastico insegnamenti pratici sul denaro: “Da un punto di vista finanziario penso che sia veramente molto importante. La verità è che, come società, per decenni non abbiamo fatto abbastanza per far sì che tutti gli adulti, quando prendono le decisioni sui mutui e sulla loro previdenza, abbiano quel genere di informazioni finanziarie di cui c’è bisogno in questo mondo molto complesso. C’è sicuramente da fare molto di più…. La sola via per riuscire è di assicurarsi che dalla più tenera età si insegnino ai bambini nelle scuole le questioni finanziarie pratiche di base: come prendere decisioni rischiose, come mettere da parte dei risparmi per quando ci sarà bisogno…. Penso che dobbiamo partire dalle scuole, usare le competizioni, usare i giochi, e usare anche il curriculum”.

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