Su TuttoSoldi - la sezione economica de La Stampa - ieri c’era una bella recensione del nostro libro Figli & Soldi: “Genitori e figli a lezione di risparmio”. La trovate ancora online qui. Ecco qualche passaggio dell’articolo di Pietro Bellantoni.
Quanto sono cresciuti i bambini negli ultimi anni. Non più confinati a vivere in un mondo fantastico e ludico, separati dai vezzi e dai vizi dei grandi, è ormai diventata un fenomeno sociale la loro richiesta di accesso nella maturità e nei suoi oggetti, nelle sue dinamiche relazionali. Le loro richieste sono diverse rispetto a quelle dei coetanei di qualche decennio fa, fatte sempre più di telefonini, di carte di credito, di indipendenza economica. E spesso i genitori si trovano a dover prendere delle decisioni in merito senza avere la preparazione e le competenze necessarie. E’ giusto iniziare il proprio figlio fin da piccolissimo all’uso del denaro? Che fare di fronte alla sua richiesta di poter gestire una carta di credito prepagata? O, più banalmente, concedere o meno una paghetta settimanale? A tutti questi interrogativi cerca di rispondere la riedizione completamente rinnovata di «Figli & Soldi. Dai telefonini alle carte prepagate, come aiutarli a spendere bene», di Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi, due giornalisti italiani che lavorano a New York, ma soprattutto marito e moglie che grazie alla loro esperienza diretta con la figlia Francesca hanno stilato una guida pratica di educazione finanziaria, destinata principalmente ai genitori. La tesi di fondo è che parlare di soldi ai figli fin dall’infanzia può essere decisivo per una buona formazione umana e finanziaria. «Figli & Soldi» si ispira al pragmatismo e alla predilezione americani per i manuali su come fare qualsiasi cosa, e affronta un tema spesso tabù per i genitori, incapaci di trovare un modo adeguato per parlarne ai figli. La paghetta, in primo luogo, è «lo strumento fondamentale per insegnare il valore del denaro e il suo uso responsabile». (…) Sono gli psicologi i primi ad affermarne il valore formativo: mantenere i ragazzi in uno stato infantile, non dare loro delle responsabilità, impedirgli di lavorare e gestire i loro guadagni, sono forme di educazione che possono generare frustrazioni e inquietudini. Senza contare che un bambino non responsabilizzato, verosimilmente non sarà un uomo cosciente dell’importanza dei soldi e avrà molte probabilità di impelagarsi in scelte economiche azzardate e rischiose.
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