Ieri sera abbiamo visto il film “Kit Kittredge: An American Girl” con Abigail Breslin (la protagonista di Little Miss Sunshine) che recita la parte di una bambina di nove anni nel 1934 negli Stati uniti d’America, quindi nel pieno della Grande Depressione. E’ un film delizioso, interessante anche da mostrare ai nostri ragazzi: si vede come stava la gente quando l’economia andava davvero a rotoli - con la disoccupazione al 20% e oltre - e come le famiglie affrontavano le ristrettezze.  La protagonista Kit, per esempio, va in giro a vendere le uova delle galline allevate nel proprio giardino e aiuta la mamma a tenere in ordine le stanze della loro casetta, trasformata in pensione per poter continuare a pagare le rate del mutuo e non venir sequestrata dalla banca. Si vedono anche scene delle mense per poveri e degli accampamenti di “hobos” (vagabondi) dove finiscono rispettabili padri di famiglia che hanno perso il lavoro, la casa, tutto insomma. Il momento storico e’ ricostruito con accuratezza e con un messaggio positivo: il papa’ di Kit (disoccupato anche lui) la invita a “non lasciarsi abbattere dalle difficolta’,” e lei segue il consiglio con caparbia, fino a dire - nel lieto fine - che la Grande Depressione ha reso piu’ forte lei e la sua famiglia.

Nella sala cinematografica c’erano alcuni vecchietti che hanno applaudito e che canticchiavano accompagnando la colonna sonora Anni Trenta. Chissa’ se l’avevano vissuta anche loro quell’esperienza? Certo vien da sorridere a guardare quelle scene e a leggere i titoli allarmistici dei giornali oggi. “E’ allarme consumi! Calati del 2,7% gli acquisti degli italiani”. E’ forse un dramma?

A questo proposito segnaliamo il bel libro del nostro amico Bruno Contigiani “Vivere con lentezza” (edizioni Orme) che alle pagine 59-60 scrive una cosa molta saggia (da premio Nobel per l’Economia “nella sua ovvieta’,” lui scherza, ma ha ragione):

“Non siamo piu’ abituati a pensare che momenti di decrescita, di recessione e di contrazione siano assolutamente fisiologici e che invece siamo in grado di affrontare queste fasi senza, per forza, rimanere sgomenti. (…) La cosa grave e’ che abbiamo trasmesso il mito del moto ascensionale perpetuo anche alle nuove generazioni, iscrivendolo nel loro DNA, rendendole cosi’ impreparate e insicure di fronte a ogni forma di cambiamento. La conseguenza ultima di questo atteggiamento mentale e’ il panico totale, nostro e dei nostri figli, di fronte ai momenti di difficolta’ economica che, ciclicamente, appaiono sulla scena mondiale e, ovviamente, personale. E il termine sacrificio e’ diventato sinonimo di fallimento”.

Di fronte a chi richiama i fantasmi della grande Depressione per definire la gravita’ della crisi economica attuale, e’ quindi interessante confrontare l’idea di sacrificio della bimba Kit - che va a scuola indossando un abitino confezionato dalla mamma con la tela dei sacchi di mangime delle galline - con i sacrifici “inaccettabili” dai ragazzi d’oggi, come rinunciare al telefonino o all’iPod.

Ancora nessun commento a Come una bambina sconfigge la Grande Depressione. E le lezioni di “Vivere con Lentezza”

RSS per i commenti | Link per i trackback

Scrivi un commento

XHTML: Puoi usare questi tag XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>

Ultimi Post

In Evidenza