Ha funzionato il primo esperimento di educazione finanziaria nelle scuole, organizzato da Banca d’Italia e ministero dell’Istruzione. Cosi’ l’anno prossimo sara’ allargato a molti piu’ istituti. Presto daremo i dettagli. Ma intanto ecco un articolo uscito sul Corriere della Sera e scritto dalla collega e amica Stefania Tamburello:
Educazione finanziaria Lezioni a Bari, Roma e Padova
E Bankitalia fa i test in classe: licei battuti dalle elementari
L’ esperimento I più piccoli se la sono cavata meglio ovunque centrando l’ 88,6% dei test dopo le lezioni
ROMA - A cosa serve il Bancomat? Come funziona il conto corrente? Cos’ è un assegno? I ragazzi hanno risposto con interesse ma i più bravi, quelli che hanno dato il numero maggiore di risposte giuste, sono stati i giovanissimi, i bambini delle elementari. Sono le conclusioni dei test svolti al termine della fase sperimentale dei corsi di educazione finanziaria nelle scuole organizzati dalla Banca d’ Italia in collaborazione con il ministero dell’ Istruzione. L’ esperimento è riuscito, hanno concluso gli esperti della Vigilanza che hanno condotto l’ iniziativa su classi campione a Bari, Padova e Roma. E si trattava di un ciclo di lezioni in aula sul tema «La moneta e gli strumenti di pagamenti alternativi al contante» con due test di verifica all’ inizio e alla fine dell’ insegnamento. I risultati sono stati positivi per tutti gli studenti di elementari, medie e superiori che hanno mostrato un netto miglioramento tra le prime e le seconde risposte. Dimostrando così di aver seguito con attenzione le lezioni su un tema complicato solo nel titolo. I più piccoli però se la sono cavata meglio ovunque: hanno centrato infatti l’ 81,2% di risposte al primo test e l’ 88,6% al secondo test, dopo le lezioni. Gli studenti delle medie hanno dato il 69,9% di risposte esatte nel primo test e del 76,2% nel secondo. Distanziati i ragazzi più grandi, gli studenti delle superiori, passati da un 60% di risposte giuste al 69,5% al termine dell’ esperimento. Il questionario per i giovanissimi era certamente più semplice, basato sui concetti più generali di quello dei più grandi, ma, dicono gli insegnanti della Banca d’ Italia, i bambini delle elementari hanno dimostrato una maggiore naturale predisposizione a recepire gli stimoli dei contesti sociali, ambientali e familiari. Sono insomma più attenti a quello che succede intorno a loro ed hanno anche insegnanti più impegnati ad incoraggiarli. Gli studenti più grandi del resto, dicono ancora i risultati dei test, sono quelli che sono migliorati di più dopo le lezioni, segno che rispondono agli insegnamenti mirati. In conclusione: il prossimo anno si replica allargando di molto il campione delle scuole coinvolte.
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