I giovani non si rendono conto che la pensione garantita dallo stato per loro non sara’ piu’ cosi’ generosa come lo e’ stata con i loro nonni e, in parte, i loro genitori: invece di rappresentare circa l’80% del loro ultimo stipendio, infatti, sara’ pari al 50% circa, a causa del nuovo modo di calcolare contributi/prestazioni. E se un giovane ha contratti di lavoro a tempo determinato per parecchi anni all’inizio della sua attivita’, deve aspettarsi ancor meno. Per questo e’ importante affiancare alla pensione pubblica quella “privata” e individuale offerta dai fondi pensione. Ma i giovani ne sanno poco. Ecco perche’ il presidente dell’autorita’ governativa che controlla i fondi pensione in Italia (Covip), Antonio Finocchiaro, nella sua relazione annuale ieri ha annunciato il lancio di una campagna di “alfabetizzazione previdenziale” nelle scuole. Buona idea. Anche noi nel nostro libro “Figli&Soldi”, nel capitolo sugli investimenti spieghiamo l’importanza di risparmiare e investire sin dalla piu’ tenera eta’.  La campagna della Covip potrebbe essere ancor piu’ efficace se legata alle lezioni di economia promosse dalla Banca d’Italia e dal ministero della Pubblica Istruzione (post dell’11 giugno).

Ancora nessun commento a Parlare di pensione a scuola? Non e’ mai troppo presto…

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