Il ministro delle Finanze Tremonti scucirà i soldi che servono, al momento giusto. Gli piacerà davvero l’idea di un liceo “economico-sociale” che sforni economisti lontani dalla finanza e dalla economia, non come quelli che lui ha accusato recentemente di essere stati degli incapaci nel capire la crisi mondiale che ha sconvolto i mercati negli ultimi tre anni. Magari, ha già pensato alle misure didattiche da introdurre perchè la nuova generazione di “economisti” populisti dello stampo che piace a lui… A parte la demagogia utile alla costruzione dell’immagine da leader che saprà, nel dopo Berlusconi, sistemare mercato e CGIL, banche cattive e operai buoni, checchè ne possa pensare Tremonti noi siamo a favore della istituzione del nuovo Liceo Economico Sociale, che è stata approvata in prima lettura nel Consiglio dei Ministri del 12 giugno. Sappiamo che le prime letture non finiscono tutte in gloria, ma ci auguriamo davvero che questa sia la volta buona. E volentieri, celebrando il primo giorno di scuola, riproduciamo l’appello che un primo lotto di docenti di economia ha sottoscritto per accelerare la riforma. Come si vedrà, la riforma rischia però di nascere zoppa: un cuore “anticapitalista”, sospettoso della “economia” cruda e utile, ma prono al politicamente corretto del “sociale”, solidaristico prima di essere scientifico, batte anche nel corpo del governo di centro destra. Tanto più numerosa sarà la schiera dei professori e degli intellettuali, ma anche delle famiglie e degli studenti, che reclameranno il diritto ad avere davvero la possibilità di diffondere e apprendere l’educazione economica e finanziaria, tanto meglio sarà per la scuola e la cultura nazionali in senso lato. Più cittadini riconosceranno i guai dei bond strutturati e le insidie dei mutui supbrime. Un paio d’ore alla settimana per l’economia e per il diritto insieme sono ridicole, viso come si chiamerà il nuovo Liceo.

Dell’esigenza di partire anche da più piccoli, dalle elementari e dalle medie, a impartire lezioni di soldi, di banca, di investimenti e di risparmi, abbiamo scritto nel nostro libro Figli & Soldi. Il liceo economico (se avrà le ore di economia adeguate) è un’ottima opzione. Ma la nostra convinzione è che una casa si fa dalle fondamenta: se un ragazzo o una ragazza di 12-13 anni non sa che cosa sia un conto corrente e che differenza ci sia tra azioni e obbligazioni, è più difficile che possa essere attratto verso l’approfondimento dell’economia e della finanza. Del resto, le facoltà universitarie di economia ci sono già: ma anche se la Bocconi è la migliore università italiana nelle classifiche mondiali (purtroppo, ne ha però circa 150 davanti a sé…), il livello di ignoranza finanziaria dei più giovani, ma soprattutto degli adulti oltre i 25 anni, è insopportabilmente elevato.

Comunque, ben venga il Liceo economico, se è un primo passo e non una parola vuota. Firmate l’appello, promosso dai docenti italiani della Associazione Europea per l’Educazione Economica (Aeee).

                     Appello per il nuovo liceo economico e sociale

In merito alla costituzione di un’Opzione Liceale Economico-Sociale prevista dal Regolamento sui nuovi licei, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 giugno, i sottoscritti docenti esprimono la loro soddisfazione perché finalmente l’economia, il diritto e le altre scienze sociali trovano il ruolo che meritano all’interno dell’istruzione liceale. E’ infatti estremamente significativo che un Liceo venga finalmente dedicato allo studio di questo grappolo di discipline con un carattere culturale generale e non, come avvenuto finora, esclusivamente tecnico-professionale. Le scienze sociali moderne, l’economia, il diritto, l’antropologia, l’economia aziendale, la sociologia, la psicologia, l’econometria, le scienze ambientali e geografiche sono in grado di offrire imprescindibili strumenti di conoscenza, interpretazione ed orientamento ai giovani all’interno della società contemporanea. E’ quindi molto opportuno che esse possano essere studiate nei licei e, in prospettiva, divenire componente essenziale del bagaglio culturale di ogni giovane.  Desideriamo però notare che il previsto piano degli studi, mentre vede un buon numero di ore settimanali dedicato alle scienze sociali “strictu sensu”, al contrario riserva un numero modesto di ore dedicato al diritto ed all’economia (per l’esattezza due ore settimanali). Si propone quindi che nel loro insieme queste aree disciplinari si vedano assegnato un adeguato e tra di loro equilibrato monte orario così da rendere proficuo e concretamente possibile il dialogo transdisciplinare e, al tempo stesso, far percepire agli studenti la reale novità del nuovo liceo, anche in vista del loro successivo inserimento universitario.  I sottoscritti docenti chiedono quindi agli organismi a cui compete la definizione del Regolamento di prendere in considerazione questa proposta, convinti che essa possa rafforzare l’identità del nuovo liceo, dichiarandosi al tempo stesso disponibili a collaborare sul piano scientifico e culturale al successo del nuovo Liceo Economico-Sociale.  Comitato promotore: Carlo Aime, Luisa Broli, Maurizio Canauz, Enrico Castrovilli, Silvia de Castro, Bruno De Masi, Riccarda Dell’Oro, Flora Giangrande, Cristina Grazioli, Patrizia Maccari, Pier Leo Masciarelli, Donatella Mealli, Aurelio Nanni, Annamaria Randazzo, Chiara Sequi, Anna Maria Simonelli, Elide Sorrenti, Doris Valente, Oliviero Talamo, Giuseppe Tramontana, Sergio Zangirolami

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