Tuli ha cinque anni, e i due secchi zeppi di mirtilli sono così pesanti che li trascina a fatica, la schiena piegata. I suoi fratellini di sette e otto anni, che glieli hanno riempiti, sono ancora sul campo, e la raccolta continua. Non lontano, anche mamma e papà sono chini all’opra. Le immagini, riprese dalla Tv Abc, non sono la scena dello sfruttamento minorile antico e socialmente accettato, quello familiare che è sempre fiorito nelle campagne di tutto il mondo: gli adulti che fanno il lavoro pesante, i più piccini che aiutano nella bella stagione, quando non ci sono i compiti. Ma neppure sono l’immagine della stranota degenerazione del business delle multinazionali: quelle che operano nel terzo mondo sui teatri della povertà che ha tante braccia e tanta fame, e dove va in onda lo sfruttamento «mediato» dagli operatori locali con pochi scrupoli.

No, Tuli e i suoi fratellini sono in Michigan, Usa, e ciò che sta succedendo loro è di essere i testimonial della nuova illegalità global nei rapporti di lavoro: quella di una immigrazione regolare che importa lo sfruttamento infantile. Cioè le famiglie dei contadini chiamati dal Messico (che è parte del patto Nafta con gli Stati Uniti e il Canada) o da altri paesi sudamericani a fare il raccolto per le imprese agricole industrializzate: e loro si portano nei campi i figli piccoli, con le manine della misura giusta per essere più precisi nello staccare i minuscoli frutti blu. Il Michigan è una mecca, lo stato che è in testa tra tutti e 50 quanto a produzione di mirtilli: 50 milioni di chili l’anno passato.

Ora che è scoppiato lo scandalo, le grandi catene al dettaglio che comprano frutta dalla Adkin Bleu Ribbon Packing Co, la società nei cui campi sono stati sorpresi al lavoro Tuli e i suoi giovanissimi «colleghi», hanno sospeso gli acquisti. Wal Mart, il colosso della distribuzione che è il più famoso tra i clienti della Adkin (le altre reti di empori sono la Kroger e la Meijer) ha detto tramite un portavoce che non comprerà più nulla «fino a quando non si conoscerà l’esito delle indagini condotte dal nostro team che valuta l’etica dei nostri fornitori».

Le rivelazioni sulla presenza di minorenni nelle fattorie dello Stato dell’auto hanno fatto seguito a sopralluoghi di agenti federali nella aziende agricole locali: in oltre la metà dei casi sono state riscontrate irregolarità legate all’impiego di forza lavoro minorile o violazioni negli standard abitativi per le famiglie di immigrati impiegate. Secondo i gruppi di attivisti per i diritti umani i bambini sono abitualmente costretti a lavorare dagli stessi genitori: così le famiglie immigrate guadagnano qualcosa in più, mentre i manager delle ditte riescono a tenere bassi i prezzi della frutta per soddisfare le pretese delle catene commerciali a spuntare condizioni ultrafavorevoli. Quelle, peraltro, che consentono poi a Wal Mart e ai concorrenti di offrire i prezzi più contenuti alla clientela. Il direttore generale della Adkin Tony Marr ha ufficialmente assicurato che la sua azienda non permette il ricorso ai bambini nelle sue fattorie: «Wal Mart, Kroger e Meijer sono clienti molto grandi e importanti per noi, e stiamo cooperando con loro nel fornire le informazioni che la nostra squadra interna di investigatori sta raccogliendo. Dobbiamo capire che cosa stessero facendo lì i bambini», ha detto. Non c’è un grande mistero, per la verità. Un ragazzino di 11 anni ha già ammesso che sta lavorando per la Adkin da almeno tre anni, e gli agenti del governo hanno pescato quattro giovanissimi «contadini» durante una loro visita a sorpresa nel luglio scorso. Almeno due di loro avevano meno di 12 anni, e uno dei due ne aveva sei. I controlli federali in 35 fattorie del Michigan hanno già portato in passato a multe per violazioni sul lavoro minorile. E la Adkin ha dovuto pagare 5500 dollari per irregolarità sia nell’uso di bambini sia per il non rispetto degli standard abitativi. La legge federale non permette a minorenni con meno di 12 anni di lavorare nelle campagne. Ragazzini di 12 o 13 anni possono essere impiegati per lavori non rischiosi quando hanno assolto i loro impegni scolastici, a patto che lavorino nella stessa azienda agricola assieme ai genitori, o abbiano il loro permesso scritto. Al di fuori del settore agricolo, per ogni altra occupazione l’età minima è di 14 anni.

Articolo di Glauco Maggi pubblicato oggi su La Stampa

3 risposte a In America lavorano nei campi anche i bimbi di 5 anni. Ed e’ scandalo

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  1. Bruno Fanan

    Ciao Glauco, ho letto con tristezza il tuo pezzo sui bambini che lavorano nel Michigan. Se si tratta di lavori saltuari fuori dagli orari scolastici è un conto, altro conto è se si tratta di lavoro minorile a tempo pieno.
    Bruno Fanan, Consulente finanziario indipendente fee only, Membro NAFOP

    23:26, Commento
  2. Adriana

    Ho letto con piacere il vostro libro. Riflettendo sui vantaggi dell’assegnare lavori retribuiti alle mie figlie, suppongo di aver capito qualcosa di più della macroeconomia. Le mie figlie godono di una paghetta settimanale, ma gradiscono di poter disporre di più denaro…Ora o noi sborsiamo altri soldi o loro se li guadagnano. Ho scoperto (acqua calda!) che pagando alle ragazzine, 11 e 16 anni, 7 euro 1h di stiro, 2 euro per stendere un grosso carico di biancheria … riduco la spesa per la colf e non sborso gratuitamente del denaro alle ragazze. E’ decisamnte conveniente per le casse familiari. Ho così pensato alla bilancia dei pagamenti con l’estero del nostro paese Italia: quanto più siamo autosufficienti nella produzione di beni e servizi tanto più siamo ricchi. E’ fondamentale che il denaro resti dentro i confini del nostro paese, come è conveniente che resti in famiglia!
    Interessantissima l’offerta di lavoro digitale su Amazon.com. ma siamo in difficoltà con l’inglese. Potete aiutarci? Grazie

    08:36, Commento
  3. Canada Immigration…

    How can you be so sure about Figli & soldi ? Although most of the information provided is true as per my knowledge but I don’t agree fully. I think it should be more practical. I visited your website while searching for immigrate to canada and hop…

    11:20, Trackback

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