“Aprire un conto corrente ai propri bambini e insegnare loro come risparmiare”. L’hanno gia’ fatto molti genitori americani nel 2009 secondo il presidente della ING negli Usa, che ha registrato un aumento del 28% (rispetto al 2008) dei conti di risparmio per bambini. Se non ci avete pensato l’anno scorso, fatelo anche voi nel 2010, seguendo i consigli del nostro libro Figli & Soldi.
Ho letto e riletto il libro nelle due edizioni. Nonostante l’argomento soldi e figli mi intriga molto, non riesco a sposare la tesi del libro sulla paghetta completamente. Supporto invece al 100% il coinvolgere i figli nelle questioni finanziarie di famiglia, nelle scelte, nelle discussioni riguardo ai soldi. Mi piace anche l’idea del conto corrente, anche se apparentemente in contrasto con la mia avversione alla paghetta. Nella nostra famiglia abbiamo adottato il principio che i soldi sono della famiglia ed ogni spesa mediamente rilevante, cambiamento o piano di risparmio coinvolge tutti e si discute apertamente. Vedo l’idea di un conto corrente dei figli più come un modo di amministrare una parte dei beni di famiglia, delegando una responsabilità, più che un modo per accumulare soldi da spendere come come capita. Certo, la mia figlia più grande ha 11 anni e sono certo che fra qualche anno sarà inevitabile l’attribuzione di qualche somma periodica, ma vorrei allontanarla dal concetto di “paga”.
Sono anche molto contrario al retribuire i figli per gli aiuti in casa. A mio parere l’aiuto deve avvenire per il ragazzo comprende le necessità del team - la famiglia - e si adopra come gli altri per far andare le cose al meglio. Più ogni elemento è coinvolto e si sente parte in causa più sarà evidente la disponibilità ad aiutare. Chiedendo un certo aiuto i figli percepiscono che ci stanno quasi facendo un favore e si sentono in credito. Discutendo cosa c’è da fare e dividendo i compiti secondo le possibilità (senza esagerare, naturalmente) si ottiene molto di più e fatto meglio. Provare per credere.
Domenico
Ho inviato con un sms 2 euro ai bambini di Haiti.
La mia paghetta è di 5 euro alla settimana, e ho pensato di aiutare chi ha più bisogno di me; se lo fanno tutti si risolvono molti problemi.
Ah, ho 11 anni e da quando ero più piccola i miei genitori mi hanno sempre dato la paghetta ogni sabato.
Una parte li spendo come voglio e una parte la metto via.
Rachele
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Ho letto con piacere il vostro libro. Riflettendo sui vantaggi dell’assegnare lavori retribuiti alle mie figlie, suppongo di aver capito qualcosa di più della macroeconomia. Le mie figlie godono di una paghetta settimanale, ma gradiscono di poter disporre di più denaro…Ora o noi sborsiamo altri soldi o loro se li guadagnano. Ho scoperto (acqua calda!) che pagando alle ragazzine, 11 e 16 anni, 7 euro 1h di stiro, 2 euro per stendere un grosso carico di biancheria … riduco la spesa per la colf e non sborso gratuitamente del denaro alle ragazze. E’ decisamnte conveniente per le casse familiari. Ho così pensato alla bilancia dei pagamenti con l’estero del nostro paese Italia: quanto più siamo autosufficienti nella produzione di beni e servizi tanto più siamo ricchi. E’ fondamentale che il denaro resti dentro i confini del nostro paese, come è conveniente che resti in famiglia!
Interessantissima l’offerta di lavoro digitale su Amazon.com. ma siamo in difficoltà con l’inglese. Potete aiutarci? Grazie Solo ora vedo che il mio commento sta meglio qui che a seguito dell’art. suibambini al lavoro a 5 anni.