Per gli insegnanti italiani l’educazione finanziaria è fondamentale, e ciò è positivo. Il problema è che non ne hanno bisogno solo i discepoli, ma anche gli stessi discenti. Da un sondaggio condotto da PattiChiari/Tuttoscuola tra 250 insegnanti risulta che l’educazione finanziaria è “utile e necessaria secondo il 97%” degli interpellati. Peccato che solo il 37% dichiari di avere dimestichezza con i fondi comuni d’investimento, ossia di sapere che cosa è e come funziona lo strumento di base per il risparmio delle famiglie. La maggioranza neppure sa se un fondo comune di investimento possa fallire, con solo il 27% degli intervistati consapevole che, per legge, il patrimonio dei fondi d’investimento è distinto da quello della Società del Risparmio Gestito che lo amministra; e che il portafoglio è custodito da un soggetto distinto, ossia la banca depositaria. Due su tre “docenti” (il 66%) sanno che il rendimento di un fondo dipende dall’andamento del mercato e dalla bravura dei gestori. Ma il restante 34% ha lo stesso bisogno di educazione finanziaria che hanno i ragazzini delle elementari.

Noi, come autori di Figli & Soldi, avevamo propugnato la formazione dei giovanissimi a partire dalla paghetta, come mezzo per introdurre l’economia pratica nel lessico famigliare. Dopo tutto, in ogni casa entra almeno uno stipendio, escono delle spese, si fanno i conti con il bilancio, i debiti, i risparmi. Avevamo anche caldeggiato la introduzione della economia pratica nelle scuole, in parte perchè consapevoli del fatto che nelle famiglie la cultura finanziaria non è un fatto acquisito. Ora i risultati dell’analisi del livello di preparazione di partenza di maestri e professori, come emerge dal sondaggio, sono un serio avvertimento (e fonte di depressione…). Gli ostacoli da superare per far crescere l’educazione economico-finanziaria tra la gente non sono solo il tabù del denaro, che tiene l’argomento lontano dal tavolo della cucina, o la inadeguatezza dei programmi scolastici che non prevedono le giuste ore di economia neppure nei licei socio-economici. Vanno formati i formatori, per sperare che le nuove generazioni trovino un terreno di cultura più fertile, a casa e/o tra i banchi.

L’impresa appare titanica, ma incoraggia che da tante parti arrivi l’impegno di partecipare alla crociata pro-educazione finanziaria. Tra gli altri, il nostro blog ha registrato le iniziative di Patti Chiari, Assogestioni, singole banche, società finanziarie, associazioni di varie categorie di professionisti (Anasf, Nafop o Aifi), nonchè dei docenti di economia della Associazione europea per l’educazione economica. Insegnanti, voi dite di ritenere utile e necessaria l’educazione finanziaria? Coraggio, tutti a scuola. Per voi è disponibile il sito http://www.economiascuola.it/, patrocinato da ANP (Associazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità della scuola), nel quale sono disponibili informazioni sull’educazione finanziaria e tutti i programmi e gli strumenti utili al suo insegnamento a scuola. Da segnalare pure il nuovo programma “PattiChiari con l’economia - speciale insegnanti”, che mette a disposizione dei docenti materiale di approfondimento e giochi didattici pronti per l’uso in classe.

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