Il nesso tra la crisi finanziaria del secolo e l’ignoranza della gente in materia economico-finanziaria  di base non era mai stato messo in evidenza tanto esplicitamente, e soprattutto tanto ufficialmente e autorevolmente. Lo hanno fatto i ministri Usa dell’economia Tim Geithner e della Educazione Arne Duncan, con Valerie Jarret in rappresentanza della Casa Bianca, firmando un articolo-opinione apparso sul sito Huffingtonpost. “L’anno scorso uno studio sulla abilità finanziaria a livello nazionale condotto con la consulenza del Tesoro dalla Finra, fondazione per la educazione degli investitori,  aveva rilevato che troppi americani stavano buttando via i loro soldi così duramente guadagnati in commissioni bancarie e sulle carte di credito”, hanno scritto i tre membri del governo. “La maggior parte della gente non ha un fondo per le emergenze, e pochi sono capaci di fare calcoli di base sugli interessi, utili per confrontare i costi di un prestito o per capire quanto dover risparmiare. E i giovani adulti sono risultati i meno saggi in tema denaro”.

L’anno scorso, a dicembre, il governo aveva annunciato la Sfida per la Capacità Nazionale Finanziaria, partnership tra dicasteri di economia ed educazione. L’iniziativa era  tesa a promuovere la educazione finanziaria tra i giovani delle scuole superiori e a “fotografare” il livello di conoscenza esistente. Agli esami hanno partecipato su base volontaria più di 2500 insegnanti e 76mila studenti in tutti i 50 Stati, a dimostrazione che l’interesse era molto forte. “Ma i risultati sono stati deludenti”, hanno lamentato Geithner e Duncan. “Troppi studenti hanno malrisposto a domande di base sulle credit card, l’assicurazione auto, l’interesse composto. Ciò mostra che abbiamo un sacco di lavoro da fare” si sono autospronati i  ministri. Fortunatamente c’è già un  importante modello da seguire. Come la Stonewall Jackson High School di Manassas in Virginia, dove l’insegnante Terri Carson aiuta i giovani a condurre una cooperativa di credit gestita dagli studenti stessi e ogni classe partecipa a un corso di educazione finanziaria. I risultati si vedono: degli oltre 100 che hanno preso parte alla Sfida Nazionale, più della metà si è piazzata nel primo 20% sul piano nazionale e in 17 hanno centrato il punteggio massimo. E’ quindi possibile migliorare la cultura finanziaria pratica, ma l’impegno dei docenti, e la loro preparazione, sono fattori indispensabili.

Commentando in altra sede i dati usciti dalla Sfida Nazionale, Geithner è stato ancor più incisivo: “Anche se spingiamo per il cambiamento è importante capire che nessun set di riforme, per quanto comprensive o fatte rispettare con vigore, puo’ mettere in guardia contro un’altra crisi se la gente prende quel tipo di decisioni che abbiamo visto, quando la prudenza è stata spesso superata dalla speranza e i cittadini hanno chiesto prestiti più alti di quelli che potevano permettersi senza comprenderne la rischiosità. La migliore protezione contro tali dannose decisioni è la conoscenza circa le possibili scelte finanziarie che la gente ha davanti e le conseguenze che ne derivano. E il miglior modo, anzi in realtà l’unico modo per trasmettere questa conoscenza è l’istruzione”. Se non sono parole di circostanza, tanta chiarezza dovrebbe davvero portare a un impegno governativo serio. E sperabilmente non solo negli Stati Uniti ma anche in Italia.

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