Pubblichiamo volentieri l’invito-annuncio del V Simposio Internazionale sulla Educazione Finanziaria, che si terra’ a Roma il 9 giugno, ospitato dalla Banca d’Italia e dall’OCSE, l’organizzazione per lo sviluppo economico mondiale. I temi della giornata sono i seguenti: 1) Monitoraggio dei progressi nelle iniziative di educazione finanziaria già avviati; 2) Comportamenti economici ed educazione finanziaria; 3) L’educazione finanziaria in rapporto ai fondi pensione a contribuzione definita, come i fondi pensione complementari italiani. I relatori sono di alto livello, accademici o funzionari di agenzie governative (c’è anche la Consob). Sicuramente, le analisi che verranno proposte rappresenteranno i punti più avanzati sul “che fare” per migliorare la situazione (segnaliamo anche questo sito: International Gateway for Financial Education, gestito dalla stessa Ocse su questi temi). Si tratta però del Quinto Simposio, e ciò fa affiorare un certo scetticismo. Visto che i primi quattro simposi svolti negli anni precedenti non hanno evitato la crisi finanziaria devastante dell’ultimo biennio, e neppure aumentato di un epsilon il livello economico-finanziario della gente comune, forse bisognerà che i partecipanti, abituati per il loro rango a volare alto, si impegnino anche a tradurre in iniziative concrete, e in fretta, le risultanze dei loro lavori certamente di grande qualità scientifica. Il rischio è che il circuito delle autorità (professori, psicologi, dirigenti di enti pubblici) per la “educazione finanziaria”) diventi come il circuito dei “professionisti del cambio climatico”. Quand’anche fosse vero che la terra si scalda, abbiamo imparato dai convegni solenni, tipo l’ultimo di Copenhagen, che il solo effetto concreto che esce dalle deliberazioni dei panel di discussione è la … convocazione del meeting successivo.
Per carità, le riflessioni, le analisi e i sondaggi sono indispensabili strumenti cognitivi, e possono davvero partorire idee brillanti. Ma per coinvolgere i più interessati, giovanissimi che escono ignoranti da scuola e lavoratori verso la pensione che non sanno la differenza tra un bond e una azione nei loro fondi pensione, occorre partire dalla cucina di casa in cui si parla di paghetta, e dalla lavagna delle elementari dove insegnare l’interesse composto. Per far prendere dimestichezza con il denaro così come si fa, con più impegno e serietà da parte di famiglie ed educatori, con l’alimentazione, con l’educazione sessuale, con la religione, persino con il traffico stradale.
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