In questi giorni un gruppo di insegnanti e presidi va raccogliendo adesioni in calce a un appello che invita quanti saranno commissari e presidenti di commissione negli esami di terza media o di maturità a non «chiudere un occhio» se qualcuno copia e a non «fornire ai propri allievi traduzioni o soluzioni» durante lo svolgimento delle prove d’esame. Si tratta di un appello (si veda il testo in sul sito gruppodifirenze.blogspot) che sarebbe pleonastico nella maggior parte dei Paesi europei. E ancor più risulterebbe superfluo negli Stati Uniti, dove gli studenti universitari, nei loro «codici d’onore», s’impegnano non solo a non copiare ma - fatto per noi inconcepibile - a denunciare chi copia. (…)
Cosi’ comincia l’articolo di Giovanni Belardelli oggi sul Corriere della Sera (www.corriere.it/cultura/11_maggio_30/belardelli-non-fate-copiare-gli-studenti_ab99c2e6-8a8b-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml). Non è uno scherzo, e se c’è bisogno davvero di appelli come questi, c’è poco da sperare nelle “riforme della scuola”, quegli esercizi che si accaniscono sull’ordinamento come tornado stagionali, e che come effetto pratico hanno di istituzionalizzare le proteste, le occupazioni, i corsi alternativi (al buon senso) che scandiscono gli autunni, quando non anche gli inverni e le primavere da quando io (del 1947) avevo i calzoni corti. Ricordo una riforma Gui, ma forse era Sullo, e non giuro che siano stati loro i primi ministri a svezzarmi alla pratica della protesta sociale. Il problema è che, da sociale, il movimento di sistemazione della scuola italiana ad opera degli studenti in fermento anticapitalista, e via via dei professori che venivano da quelle radici, si è trasformato nel più becero degli autolesionismi: copiare ( o far copiare) il compito del vicino più bravo (o meno bravo), per portare a casa la sufficienza, e poi il diploma. Ovvio che una “riforma” metastatica di questa caratura abbia prodotto una scuola pubblica (che in Italia è di fatto la sola esistente) con tante di quelle ombre che, per cercare la luce, ormai è una corsa di tutti, a destra e a manca, verso l’esilio: chi può, e sono i soliti noti cioè i figli e i nipoti di quelli che avevano speso i loro anni migliori a peggiorare di tutto, dagli asili alle università, va in Germania, in Gran Bretagna, in Francia, negli Usa, e persino nella Spagna del Barcellona ma anche del 21% di disoccupazione giovanile.
C’è speranza? No che non c’è. Perché una mentalità non è una leggina, che la voti e tutto si aggiusta. E tantomeno può cambiare per una raccolta di firme di persone, per carità, lodevolissime e con la ricetta giusta. Non c’è speranza perché i campioni agli antipodi ideologici su tutto, Bertinotti e Berlusconi, su due cose si sono dichiarati ufficialmente d’accordo. La prima è innocente (il tifo per il Milan). Ma la seconda è molto colpevole. Pensate a quando Berlusconi si vantava di aver venduto i temi e i problemi ai compagni di classe quando era un bambino. E ricordatevi di Bertinotti quando, da adulto e da presidente della Camera, disse a uno scolaro in visita a Montecitorio che gli chiedeva ragione del malcostume dei parlamentari di “bigiare e di votare l’uno per l’altro”: “Suvvia, non è così grave, anche voi a scuola copiate e suggerite, no???”. Capito perché non si può essere ottimisti? Perché tra l’essere giudicato furbo ma “generosamente” solidale, e l’essere giudicato serio ma “egoisticamente” orgoglioso del proprio individualismo, l’italiano non fa nemmeno finta di avere il dubbio. (scritto da Glauco)
Il problema è che il mondo reale che gli studenti affronteranno dopo la scuola è molto più di pietra del cuore di chi pensa che un esame serio, condotto rigorosamente senza aiutini o aiutoni, sia utile proprio per il ruolo che ha: far capire ai giovanissimi che la vita è irta di difficoltà e ostacoli, e che lo studente deve imparare a contare solo su se stesso, come obbligatoriamente dovrà fare da adulto. Nessuno tra i docenti inflessibili mira a distruggere nessuno. E quanto al complottismo che traspare nel commento finale dello studente è purtroppo il segno di una mentalità crescente. Quella di chi cerca verità nascoste, inconfessabili, perverse quando la spiegazione è semplice e chiara: bisogna studiare duro per meritare il giusto riconoscimento ed esserne orgogliosi. Non tutti ce la fanno? Questa è la seconda lezione: non siamo tutti uguali, e solo chi esige comunque il meglio da sé troverà la collocazione migliore per la propria vita.
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Hey non confondiamo le cose, eh! Copiare e vendere i temi sono una cosa e si può dire che sono più o meno sullo stesso livello…Ricordo a chi è rigido, intrasigente, inflessibile, e al posto di un cuore ha una pietra…(…e non posso aggiungere altro…) e non accetta nemmeno, poichè mira solo a distruggerti che degli insegnanti che hanno ancora un cuore (e menomale che ci sono ancora)ti danno una mano, in modo da superare il proprio inciampo e fare in modo che si vada avanti con la propria testa è l’esatto opposto di copiare! è educare al ragionamento danoti una spinta, quella mano che ti serve…perchè uno può essersi bloccato per ansia,ecc.. tra l’altro non mi sembra affatto giusto che chi si fa un bel mazzo durante l’anno…agli esami preso dall’ansia e dalla paura se si blocca non può avere una piccola mano…che ci vedete di male in questo? La mia opinione era già ben accetta ai tempi dell’autrice “Violetta la timida”…che facciamo torniamo indietro ai tempi della Viscardini (personaggio del libro di Violetta) e al metodo del terrore? Stiamo freschi! Per i prossimi esami di maturità armatevi anche di fruste eh…o di righe…! (sarcastico) Dato che gli insegnanti che hanno ancora un cuore danno una mano agli studenti meritevoli. Mi viene il dubbio…
Coloro che mirano solo a distruggerti, non è che sono stati pagati da qualcuno e deveno fare di tutto perchè questa persona venga promossa (forse quella persona che non ha fatto un tubo durante l’anno…ed è costretta ricorrere a bustarelle…) anche a scapito di altre (che si sono fatte un mazzo e altre ancora che hanno fatto un bello sforzo…che sono entrambe da apprezzare…e gratificare e sono coloro che meritano una piccola mano…) , a costo che quest’ultime vengano bocciate e quindi per far ciò adottare il metodo dell’intrasigenza ed inflessibilità? Complimenti, un piano ben architettato e studiato a tavolino!