Si chiama John W. Rogers Jr, e cura la rubrica “L’investitore paziente” per la rivista Forbes, oltre ad essere analista e consulente di finanza per mestiere, alla società di management Ariel di Chicago. Il presidente ha pensato a lui per dare l’assalto all’ignoranza popolare in materia economica, che affligge anche il Paese leader del capitalismo. La connessione geografica è importante, perché Rogers e la sua ditta, da 15 anni, hanno promosso la Ariel Community Academy, istituzione che ha lo scopo di diffondere e sostenere l’educazione finanziaria nelle scuole pubbliche della città di Obama. Il presidente, in precedenza senatore dello Stato dell’Illinois, ha di sicuro avuto modo di conoscere l’esperienza di Ariel, anche se non direttamente attraverso le sue due figlie che hanno sempre frequentato scuole private a Chicago, e ora anche nella capitale. L’argomentazione di Rogers, esposta nell’articolo scritto per Forbes di questa settimana, è stringente e l’ha conquistato.
Insegniamo ai nostri ragazzi la storia e l’educazione civica perché possano capire la nostra democrazia, ha scritto. Perché non insegniamo la finanza e l’economia, così capiscono il pilastro della società americana, il capitalismo? Ai primi anni di liceo si studia George Washinghton, la costituzione e i tre rami del potere governativo, ma la maggior parte degli studenti non sa chi sia Adam Smith e non conosce la Borsa o la magia dell’interesse composto. Sembra così logico e naturale, ma evidentemente così non è, perché i curriculum scolastici molto raramente elevano l’economia e la finanza al rango di insegnamento basilare, come la lingua, la matematica, la storia o le scienze naturali. Ora Obama ha chiesto a Rogers di entrare nel Consiglio dei suoi Consiglieri con la specifica posizione di responsabile della Financial Capability: dovrà cioè migliorare la capacità degli americani, a partire dai giovanissimi, di muoversi consapevolmente sul terreno economico, bancario e borsistico. C’è da sperare che la proliferazione di iniziative private e locali per la promozione dello studio dell’economia che registriamo da tempo (vedere i blog precedenti), ora che è approdata alla Casa Bianca faccia scattare la scintilla del sapere diffuso in tutta la nazione?
L’ “hope and change” obamiano, per la verità, non ha finora brillato nell’economia reale e concreta - deficit alle stelle e disoccupati oltre il 9% - nei suoi primi 31 mesi di governo. Speriamo che in questo campo abbiano, lui e Rogers, maggiore successo.
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